GIOCHI DA TAVOLO! Quali comprare e perché? Tra socializzazione, abilità cognitive e ADHD.


Lo psicologo Vygotskij affermava che

"Il gioco è una fonte di sviluppo potenziale; nel gioco il bambino è sempre al di sopra del suo abituale comportamento quotidiano; nel gioco egli è in qualche modo di una testa più alto di sé stesso"

Molte ricerche confermano che il gioco stimola l'apprendimento, lo sviluppo e la formazione dell'identità. Alcuni permettono di imparare dall'interazione con gli altri, altri di sviluppare la logica e il ragionamento, senza tralasciare l'aspetto ludico di tutti i giochi, che permette di svagarsi e divertirsi, ma anche di ricompensarsi dopo una giornata impegnativa. Oggi ci concentreremo nello specifico sui giochi da tavolo. Vedremo insieme degli esempi di ruoli e benefici che possiedono e come orientarsi nell'acquisto di alcuni di essi.


GIOCHI DA TAVOLO

In un mondo in cui internet e i videogiochi spopolano, i giochi da tavolo sembrano essere stati messi decisamente da parte. In realtà sono delle buonissime occasioni di stimolazione attiva e partecipazione e svolgono importanti ruoli sia per lo sviluppo della persona sia, talvolta, per il potenziamento di alcune abilità cognitive e sociali.

Vediamo nello specifico alcune delle funzioni di questi giochi.

Educazione e socializzazione

I giochi da tavolo, essendo per lo più giochi di società, svolgono una funzione educativa rilevante, in quanto permettono di interagire con gli altri del gruppo e di socializzare, insegnano a riflettere e ad acquisire il concetto di regola, di vittoria e di sconfitta, oltre che il rispetto della libertà dell'altro. Si tratta infatti di una simulazione del sistema sociale, in cui è necessario convivere con altre persone, per questo è importante imparare a rispettare i turni d'azione e di parola, gestire le proprie emozioni eccessive, prendersi la responsabilità dei propri errori. Nel caso dei bambini, essi in questo modo avranno la possibilità di allenarsi ad affrontare situazioni impegnative o problematiche in un contesto protetto, per poi mettere in atto ciò che hanno imparato anche nella vita reale. Il momento della sconfitta, per esempio, serve ad imparare a gestire le proprie emozioni di fastidio e rabbia e dà alla persona un'opportunità di miglioramento per la sessione di gioco successiva.


Inoltre, giocare insieme ai propri amici o alla propria famiglia, divertendosi, genera un clima di condivisione che promuove l'empatia, la fiducia e rafforza il legame sociale tra i componenti.

Antistress

Il gioco da tavolo è stato anche considerato un antidoto per stress e depressione, in quanto stimola la produzione di endorfine, sostanze che ci permettono di provare piacere e sensazioni positive. Questi neurotrasmettitori sono anche responsabili del rilassamento, e di conseguenza dell'abbassamento della pressione sanguigna e della stimolazione del sistema immunitario.


Abilità cognitive

Il gioco da tavolo stimola anche determinate abilità cognitive, e non solo nei bambini ma anche negli adulti. In particolare sembra incidere sui processi di ragionamento e di risoluzione di situazioni problematiche (abilità di problem solving: ovvero la capacità di trovare la migliore risposta possibile in modo veloce), che sono competenze fondamentali per la propria vita, spendibili per esempio nello studio e nel lavoro.

Nel caso dei bambini, ad esempio, discutere di piani e strategie con un adulto durante lo svolgimento del gioco, può migliorare notevolmente la sua capacità di ragionamento critico, allenando in qualche modo l'intelligenza. In più, non solo i bambini possono beneficiare del gioco da tavolo, infatti, sembra che anche gli anziani possano migliorare abilità quali flessibilità cognitiva, ragionamento, memoria e attenzione, che tendono naturalmente a diminuire con l'età.


Alcuni giochi da tavolo, per esempio quelli in cui bisogna indovinare una parola o rispondere ad una domanda di cultura generale, permettono di acquisire nuove informazioni sul mondo, di perfezionare la proprietà di linguaggio e migliorare la comprensione.

Altri, in cui troviamo disegni e figure da comporre, potenziano l'abilità di interagire con lo spazio che ci circonda in maniera corretta (abilità visuo-spaziali), acquisendo per esempio i concetti di vicino-lontano, grande-piccolo, sopra-sotto-di fianco, destra-sinistra. Questi giochi favoriscono anche le capacità di riconoscimento di oggetti e la distinzione tra forme, dimensioni, colori diversi (abilità visuo-percettive).


Attenzione e funzioni esecutive

Siamo in un mondo che ci bombarda continuamente di stimoli provenienti da più canali. Il gioco da tavolo può essere un buon modo per liberare la mente e concentrarsi su un solo obiettivo per almeno un'ora. A questo proposito è stato descritto come utile soprattutto, ma non solo, nel caso di patologie come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), poiché allena le funzioni esecutive, abilità spesso deficitarie nella manifestazione di questo disturbo.


Vediamo meglio di cosa stiamo parlando. Le funzioni esecutive sono abilità che favoriscono l'adattamento dell'individuo all'ambiente in quanto gli permettono di ragionare e pianificare strategie di azione specialmente in situazioni nuove e sconosciute. In particolare parliamo di:

  • Attenzione focalizzata: saper selezionare lo stimolo a cui prestare attenzione (attenzione selettiva), saper concentrarsi per un buon periodo di tempo (attenzione sostenuta), svolgere più compiti contemporaneamente (attenzione divisa);
  • Pianificazione: progettare una nuova strategia di azione per giungere ad un obiettivo;
  • Memoria di lavoro: trattenere in memoria e rielaborare informazioni utili alla risoluzione di un compito nel qui ed ora;
  • Inibizione della risposta (controllo dell'impulsività): contenere l'impulsività a rispondere subito per lasciar spazio al ragionamento;
  • Flessibilità cognitiva: modificare il proprio ragionamento in base alle caratteristiche della situazione in cui ci troviamo;
  • Autoregolazione emotiva: riconoscere, gestire e controllare le proprie emozioni.


Quali giochi?

Dopo questa lunga premessa veniamo al sodoquali giochi potenziano le abilità sociali, cognitive ed esecutive sopracitate?
  • Dobble (dai 6 anni, oppure Dobble Junior dai 4 anni): un gioco conosciuto da molti e utilizzato talvolta anche da professionisti della riabilitazione neuropsicologica. Si gioca con 55 carte, ognuna contenente 8 simboli. Fra due carte esiste solo 1 simbolo in comune e lo scopo è proprio individuare questo simbolo. Permette di allenare l'attenzione, il controllo dell'impulsività e la capacità di modificare il proprio ragionamento, ovvero la flessibilità cognitiva, ma richiede anche l'uso di abilità visuo-percettive, tra cui la distinzione tra dimensioni, colori, forme.

  • Bandido(dai 3 anni): un gioco collaborativo e di pianificazione in cui l'obiettivo principale è quello di evitare che il "bandito" in questione evada dalla prigione. Per raggiungerlo è necessario costruire una sorta di labirinto che sbarri tutte le vie di fuga. Oltre a stimolare le capacità di pianificazione, vengono messe in gioco anche le abilità visuo-spaziali, utilizzate per organizzare nella mente il labirinto migliore.

  • Memory(circa dai 3-4 anni): sul versante della stimolazione della memoria, ma anche dell'attenzione, troviamo il classico gioco "memory", il cui scopo è quello di trovare il maggior numero di coppie di carte uguali. Per farlo è importante che ogni volta che una carta viene riposta a faccia in giù, si ricordi quale è la sua posizione.

  • Cluedo(dagli 8 anni ma forse adatto ai più grandicelli): anche questo è un gioco classico e molto diffuso, che agisce principalmente sulle capacità di ragionamento, pianificazione e problem solving. Attraverso questo gioco, il cui scopo è quello di scovare l'assassino tramite una serie di indizi, i bambini imparano anche a gestire l'impulsività della risposta poiché capiscono subito che il più delle volte si rivela controproducente.

  • Fantascatti (dai 7 anni): un gioco in cui è importante essere veloci e fare ragionamenti corretti. Ogni giocatore a turno pesca una carta che può raffigurare uno dei 5 oggetti protagonisti del gioco; vince chi prende per primo dal tavolo l'oggetto rappresentato nella carta. Attenzione, perché non finisce qui il divertimento! Il gioco si fa più interessante quando sulla carta è sì rappresentato un oggetto, ma per esempio con colore diverso. In questo caso bisogna afferrare dal tavolo l'unico oggetto che non abbia alcuna attinenza per forma a e colore con la carta pescata. Insomma, un giochino molto divertente e utilissimo per potenziare la capacità di contenere l'impulsività, l'abilità di ragionamento e la velocità di elaborazione della risposta. Per questo è molto indicato nel caso di ragazzini con ADHD o disturbi dell'apprendimento, che spesso presentano difficoltà in questi domini.

  • Carcassone (dagli 8 anni): un gioco ispirato alle dinamiche del domino e dei puzzle, ma da giocare tutti insieme. Coinvolge abilità visuo spaziali e visuo percettive, ma non solo. Lo scopo è quello di edificare strade e territori con strategia e inventiva per ottenere più punti e vincere la partita.

  • Vudù (dagli 8 anni): attraverso il lancio di maledizioni, l'obiettivo è rendere difficile la vita degli avversari. Le maledizioni consistono in azioni da compiere e pose da tenere come grattarsi la testa, tenere le braccia conserte, ecc. La difficoltà sta nel rispettare contemporaneamente tutte le maledizioni poiché, se una o più azioni vengono interrotte, la maledizione si spezza e vengono regalati punti a chi l'ha lanciata. Questo gioco può essere utile per potenziare la capacità di coordinazione e gestione mentale di più informazioni e prescrizioni contemporaneamente, la capacità di mantenere il focus (attenzione) e di inibire l'impulsività, che porterebbe a spezzare la maledizione. Per questo motivo, anche questo gioco può essere indicato nei casi di ragazzi con ADHD.

  • Imagine (dai 12 anni, oppure Imagine family dagli 8 anni): lo scopo di questo gioco è far indovinare una parola organizzando sul tavolo una figura costruita con delle carte trasparenti, in ognuna delle quali è presente una forma o un oggetto. Sovrapponendo e combinando le carte tra loro si possono ottenere figure più complesse. La sfida sta nell'organizzare visivamente e spazialmente le carte in modo da facilitare gli altri giocatori a indovinare la parola. Come si intuisce, in questo gioco, le abilità che vengono potenziate sono quelle visuo-spaziali di organizzazione e integrazione.

  • Escape game (per esempio "La casa di carta" o "Unlock", dai 10 anni circa): sul versante strategico e di logica troviamo gli escape game. Ne esistono di vari tipi e sfruttano, oltre che le abilità di ragionamento e problem solving, la capacità di collaborazione con altri. Può essere molto utile per gestire e migliorare le proprie emozioni (autoregolazione emotiva) e le interazioni tra diversi componenti del gruppo, potenziando le capacità di attendere il proprio turno, di rispetto dell'altro, di cooperazione e di organizzazione dei ruoli in base alle potenzialità di ognuno.


Sicuramente ce ne sono molti altri, qui abbiamo voluto fare una carrellata dei più significativi, ma siamo sicuri che se fate qualche altra ricerca sul web troverete altri spunti di riflessione. In ogni caso già così avete a disposizione una bella quantità di giochi tra cui scegliere e ora sapete anche che non sono utili solo al divertimento, ma sono anche educativi sotto diversi punti di vista. Potere sbizzarrirvi nella scelta del gioco e dei compagni con cui cimentarvi, potete coinvolgere i vostri bambini e trovare insieme a loro la gioia della condivisione e della relazione.
di Veronica Sforzin e Walter Zarà

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