"Cosa mi sto perdendo?". Mai sentito parlare di FOMO?


Cosa mi sto perdendo? Cosa starà succedendo? Vi è mai capitato di pensare che vi state perdendo qualcosa di importante, un evento, un discorso, un programma tv?


Oggi parliamo del fenomeno chiamato FOMO, acronimo di “fear of missing out”, ovvero “paura di perdersi qualcosa”. In un mondo iperconnesso diventa sempre più difficile spegnere i dispositivi e dedicarsi ad altro. Alcuni potrebbero essersi trovati nella condizione di sentirsi quasi ossessionati dal non perdersi neanche una foto, un post, un commento sui propri social media.

Ed ecco che si manifesta la FOMO, una sorta di ansia sociale che rende le persone tormentate dalla paura che i propri contatti, e negli ambienti virtuali che si frequentano, si stiano vivendo momenti emozionanti senza di loro, si stia svolgendo un evento, oppure si stia trasmettendo una diretta divertente o si stiano commentando post sensazionali. Allora subito ci si catapulta su Facebook o Instagram per mettere a tacere questa ansia e sperare di unirsi a loro e non perdersi più niente.

La sensazione è simile a quando scoprite di non essere stati invitati ad una festa e state tutta la sera ad arrovellarvi pensando a cosa starà succedendo di particolarmente emozionante.

Con la nascita dei social network è nata anche un nuovo tipo di socialità, immediata, semplice, poco compromettente, al di là del tempo e dello spazio, una possibilità per tutti di mettersi in piazza e di raccontare di sè. Questo ha permesso anche ai più introversi di avere un gruppo di amici. Per molti i social network e il gruppo di amici generato attraverso essi diventano un punto di riferimento a cui non è possibile rinunciare.

Queste persone, abituate a interagire con altri attraverso il web, sono coloro che più facilmente sperimentano la FoMo. Al di fuori del social media si sentono spaesati e pensano continuamente a cosa starà succedendo online senza di loro.

Questo fenomeno è molto comune anche tra chi gioca ad alcuni tipi di videogiochi in cui viene ricreata una vera e propria socialità fittizia (ad esempio World of Warcraft o Second Life), in cui ognuno è rappresentato da un personaggio con un ruolo e delle mansioni giornaliere da compiere. Una delle particolarità di questi giochi è che vanno avanti anche quando una persona decide di spegnere il computer, magari per riposarsi o per fare altro.

E’ proprio questo il momento in cui si manifesta la FOMO. “I miei amici saranno collegati?”, “Cosa starà succedendo? Staranno conducendo una battaglia? Staranno vivendo delle esperienze meravigliose? Quale evento mi sto perdendo?”. Pensieri del genere possono degenerare e portare la persona a connettersi sempre più spesso, rimpiazzando ogni altro tipo di attività giornaliera.


Siamo in presenza di un fenomeno sempre più frequente in una società che si divide tra vita reale e vita online. Alcuni studi hanno persino dimostrato una relazione tra questo fenomeno e la dipendenza da social media e videogiochi. Infatti, l’ansia derivata dalla FOMO potrebbe portare ad un circolo vizioso che induce le persone a connettersi sempre più spesso e a non poter fare a meno della socialità online.


Ma perchè la socialità online è così desiderabile? Prima di tutto perchè è molto meno compromettente e permette, per esempio attraverso i videogiochi, di sviluppare delle capacità che dal vivo non esisterebbero. Una vera manna dal cielo per chi fa difficoltà nelle relazioni faccia a faccia o per chi si sente bravo solo nei videogames. Queste persone finiscono per sviluppare sempre di più una socialità esclusivamente online e per questo sono più a rischio di diventarne dipendenti.


Per capire a fondo il fenomeno bisognerebbe analizzare anche la funzione del ruolo che ognuno ricopre nel social media o nel videogame. Uno dei motivi per cui alcune persone sono più propense a sviluppare una dipendenza è proprio questa, occupano una posizione di spicco perchè amministrano un gruppo molto quotato su Facebook oppure sono il capo di un gruppo (gilda) in un videogioco, prendono decisioni importanti e conducono le battaglie.

Queste persone possono sperimentare la FOMO perchè hanno paura di venire meno a qualche obbligo dettato dal loro ruolo quando non sono connessi, sentono la responsabilità, nei confronti dei loro compagni o degli altri membri del gruppo, di moderare le interazioni su un post oppure di guidare la gilda in una battaglia. Questa paura porta quindi a passare maggior tempo sul social o sul gioco in cui si ha un preciso ruolo e dei compiti da svolgere, piuttosto che dedicarsi alla vita reale.

Avevate mai sentito parlare di questo fenomeno? Vi eravate mai chiesti quali dinamiche si nascondono dietro il rischio di dipendenza dai social media e dai videogiochi? Per essere veramente esaustivi bisognerebbe parlarne ancora per pagine e pagine. Il nostro obiettivo qui è di fornirvi qualche spunto per rendervi più consapevoli di come il mondo sta cambiando e di quali sono gli eventuali nuovi rischi del digitale.


di Veronica Sforzin e Walter Zarà

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