Il Segreto della Gratitudine
Avete mai ringraziato i vostri polmoni? E le vostre gambe? E
il vostro cervello? Sembra scontato che funzionino vero? E invece non è così, o
meglio lo è, ma non per questo non meritano il vostro ringraziamento.
Forse non ci avete mai pensato, ma senza le vostre gambe
come potreste camminare, andare al lavoro, fare delle belle passeggiate, una
corsetta rigenerante? Semplicemente non potreste.
Spieghiamoci meglio, oggi parliamo di gratitudine, e non
intendiamo il comportamento di ringraziamento ma piuttosto il cambiamento dell’assetto
mentale. Non stiamo parlando, infatti, di ringraziare le persone quando ci
danno qualcosa ma ringraziare la vita, l’universo, metterci in una condizione
mentale di gratitudine in generale.
Spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati; stiamo
ad arrovellarci tutto il giorno dietro a ciò che non va e a lamentarci di ciò
che non abbiamo, ma non ci soffermiamo su tutto ciò che stiamo dando per scontato,
proprio come i polmoni, che ci permettono di respirare, o le gambe, che ci
permettono di muoverci.
Forse vi starete chiedendo: ma a cosa serve essere grati?
Renderci conto delle cose che diamo per scontato, come il
funzionamento del nostro corpo, o della nostra auto, o la presenza costante
della nostra famiglia, della nostra casa può essere un passo importante e una
svolta nella nostra quotidianità. Fare attenzione a tutte le piccole cose belle
che ci accadono o che otteniamo può davvero dare una ventata di positività e
felicità al nostro cervello.
Non stiamo parlando di semplice ottimismo o di sforzarsi di
essere felici in ogni circostanza ma di mettere la vostra mente nelle
condizioni di rilassatezza, proprio attraverso la gratitudine. Stare sempre a
lamentarsi ci stressa e ci rende negativi, genera ansia, preoccupazione,
risentimento, talvolta depressione, e questi stati possono essere dannosi se
persistono per un lungo periodo.
Al contrario, guardare il bicchiere mezzo pieno, fermarci un
attimo e pensare alle fortune e alle conquiste che abbiamo ottenuto, anche se
molto minime, ci può aiutare a rilassare la mente e a spazzare via tutta la
negatività.
Anche la scienza dimostra l’importante ruolo della gratitudine.
Lo psicologo americano Robert Emmons, per esempio, studiando la gratitudine, ha
scoperto essere in stretta relazione con la felicità delle persone. Tra i
partecipanti alla ricerca, chi aveva tenuto un diario della gratitudine ogni giorno,
risultava essere più felice di chi aveva annotato i propri problemi o delle
situazioni neutre.
La gratitudine, oltre ad essere un’antagonista della
negatività, è un potente agente motivante, poiché, spostando la nostra
attenzione sulle cose positive che abbiamo o abbiamo ottenuto, farà nascere in noi
una vera voglia di agire e di prosperare.
Pensate ad una giornata qualunque in cui siete stati vittima
delle lamentele e della negatività, pensate, ad un certo punto, di fare uno switch
nella vostra mente e di cominciare a cercare almeno un motivo per cui essere
grati, poi due, tre, quattro e così via. Ora la vostra testa non è più piena di
preoccupazioni, ma di vita, di gratitudine, e di conseguenza di motivazione a
proseguire la giornata e la vita in una condizione più positiva.
Come possiamo predisporci ad essere grati?
Possiamo prendere spunto proprio dall’esperimento di Emmons,
tenendo un diario ogni giorno. Noi suggeriamo anche solo un pensiero grato ogni
giorno, senza la necessità di scriverlo.
L’importante è trovare ogni giorno un motivo diverso, anche
piccolissimo, per cui essere grati. Una buona pratica può essere quella di
pensarci ogni mattina appena svegli, in modo tale da porre la vostra mente in
una condizione positiva prima di affrontare la giornata. Non deve per forza
essere un grande ottenimento, anzi, potete scatenare la fantasia e immaginare
ogni più piccola o più assurda cosa per cui essere grati.
Perché il cambiamento avvenga, però, non sarà sufficiente essere
grati una sola volta ma bisogna abituare la propria mente a ragionare in questo
modo e non basta neanche dire semplicemente “grazie” ma bisogna sentirlo nel
profondo ed esserne convinti.
Avete mai pensato che la semplice gratitudine potesse
cambiare l’intero nostro assetto mentale? Avete mai provato questa strategia?
Per esempio, potreste cominciare da domani mattina.
di Veronica Sforzin e Walter Zarà


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