Insegnanti SUPEREROI!

Prima di oggi tra l'insegnante e lo studente c'era una grande distanza, per questo era più difficile che si instaurasse un rapporto di comprensione e confidenza, il docente era considerato una figura autoritaria, per questo rispettata e talvolta temuta. Ad oggi, invece, è visto più come un "operatore socio-culturale" con più ruoli oltre l'insegnamento della sua disciplina, quali la mediazione culturale, la socializzazione, la promozione dei processi di apprendimento. Come recita il Contratto del personale della scuola del 1995

"Il profilo professionale del docente è costituito da competenze disciplinari, pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca".

Da queste parole si può notare come l'insegnante oggi sia considerato una figura complessa e poliedrica, con maggiori compiti e responsabilità rispetto alla vecchia concezione tradizionale. Egli/ella, quindi, ha il compito, non solo di guidare gli studenti nell'acquisizione di nozioni attraverso la classica lezione frontale, ma anche di accompagnarli nelle esperienze della vita, educandoli, specialmente quando queste esperienze sono negative.


Sostanzialmente sono dei punti di riferimento educativi all'interno del contesto sociale del bambino e del ragazzo. In qualche modo il loro lavoro si somma a quello fatto dai genitori, per un migliore e completo sviluppo dell'individuo all'interno della società e a contatto con altri al di fuori della famiglia.

Se pensiamo alle maestre delle elementari ad esempio, scopriremo che sono delle figure fondamentali per i bambini. Da una parte pongono le basi di un sapere che poi andrà a sovrastrutturarsi nel corso del percorso scolastico, propedeutico alla formazione di un pensiero più maturo e sviluppato, dall'altra sono un punto di riferimento, che sostituisce ed integra il lavoro dei genitori al di fuori di casa, all'interno della società, fungendo talvolta da base sicura, in caso di sconforto o angoscia, talvolta da educatore, in caso di conflitti e comportamenti socialmente scorretti.


Il bambino, nel periodo delle elementari, non solo si trova a scuola per imparare a scrivere, a leggere e a contare, ma fa il suo primo passo importante nel mondo sociale, a contatto con tanti altri coetanei e adulti diversi dai suoi genitori, con cui invece è abituato ad interagire. Deve imparare perciò come ci si comporta correttamente nei confronti degli altri, comprendendo, per esempio, che esistono diversi punti di vista, apprendendo come si controllano e gestiscono le proprie emozioni e reazioni nelle situazioni di conflitto.

Come possiamo notare la categoria degli insegnanti ha una grande responsabilità formativa ed educativa nei confronti delle generazioni che verranno. Hanno influenza sul loro modo di pensare e riflettere, di affrontare lo studio della materia e la conoscenza del mondo, sul loro grado di curiosità, e sul loro adeguato inserimento nella società. Anche se molti pensano che non sia una professione degna di nota, fare l'insegnante significa in qualche modo fare il supereroe, perchè ci si deve far carico di tutti questi aspetti, e spesso non si viene compresi e aiutati adeguatamente.


Essendo quindi figure cruciali e importanti all'interno della nostra società, quali caratteristiche dovrebbero avere gli insegnanti di oggi per espletare correttamente le loro funzioni?

Dovrebbero essere in grado di presentare i programmi in maniera stimolante e adattarli alle esigenze dei diversi componenti della classe, modificandoli o arricchendoli quando non sono adeguati allo sviluppo cognitivo dei ragazzi. Non possono pensare di attenersi semplicemente all'insegnamento di una serie di nozioni statiche ma dovrebbero saperle rendere funzionali allo sviluppo del pensiero dei ragazzi e adatte al mondo in cui vivono oggi. Per fare ciò è quindi necessario possedere una buona capacità di osservazione e valutazione del sistema educativo-scolastico, in grado di mettere in luce eventuali mancanze in modo da poter intervenire supplettivamente.


L'insegnante inoltre, per favorire uno sviluppo ideale dei ragazzi, non solo dovrebbe saper riconoscere le loro peculiarità ma anche saperle valorizzare perché lo studente si sviluppi secondo le sue potenzialità e predisposizioni naturali.

In un mondo pieno di distrazioni e stimolazioni di altro genere, la scuola assume ogni giorno un valore più basso per molti ragazzi. Uno dei compiti dell'insegnante potrebbe essere quello di trovare le strategie giuste per stimolare la curiosità degli studenti, prima di tutto comprendendo il loro mondo e le loro particolarità, e di conseguenza trovando un modo per fare breccia nei loro interessi.


Per fare ciò l'insegnante non solo dovrebbe essere competente nella sua materia ma anche appassionato del suo mestiere e di ciò che insegna ogni giorno, in modo da apparire agli allievi come autorevole e da fornire loro una motivazione trainante verso lo studio.

Per suscitare maggiormente l'interesse dei ragazzi dovrebbe mostrare flessibilità e innovazione nei metodi di insegnamento, non attenendosi solo ai libri di testo, che spesso possono essere noiosi e statici, ma provando ad interpretare la materia a suo modo, con esempi concreti, collegando i concetti a vissuti reali o a temi caldi di cultura generale e di vita quotidiana, che siano più vicini possibile all'interesse dei ragazzi.

Ideale e proficuo dal punto di vista didattico sarebbe instaurare un rapporto di fiducia e rispetto tra studenti e docente. Il docente potrebbe mostrarsi come di parola e comprensivo, giusto nelle valutazioni e aperto al dialogo; questo trasmetterebbe ai ragazzi il senso di lealtà e onestà, valori utili e importanti anche al di fuori del contesto scolastico. Dare il buon esempio agli allievi significa anche favorire la loro possibilità di influenza sull'ambiente che li circonda, rendendoli effettivi e autonomi, responsabilizzandoli e insegnando loro ad affrontare i problemi senza abbattersi e ad ammettere quando si è commesso un errore.


Certamente per ottenere la fiducia dei ragazzi è anche necessario che l'insegnante possieda una certa fiducia in sé stesso e nelle proprie abilità didattiche, per fare questo è importante che rimanga al passo con le innovazioni, i nuovi metodi di insegnamento, le nuove ricerche e scoperte nel suo campo. Solo un insegnante padrone delle parole che dice potrà trasmettere ai ragazzi autorevolezza, rispetto e fiducia.

Insomma, tirando le fila, possiamo dire che gli insegnanti dovrebbero essere dei veri supereroi per avere a che fare con tutto ciò e la responsabilità dello stato e della società dovrebbe essere quella di sostenerli e fare di loro i migliori formatori dell'epoca, poiché nelle loro mani c'è gran parte del futuro.

Bisognerebbe preoccuparsi che siano al passo coi tempi, aggiornati e pronti anche a situazioni di emergenzaSenza andare troppo lontano da noi, circa un anno fa, con l'avvio della Didattica a Distanza, è venuta a galla la poca preparazione e prontezza di molti istituti.

Da una parte gli insegnanti si sono trovati davanti ad un mondo sconosciuto che non sapevano come gestire, dall'altra gli studenti si sono progressivamente scoraggiati e molti hanno disinvestito le energie nello studio perché ancora meno stimolante e gratificante di prima. Eppure in un mondo quasi totalmente digitalizzato è veramente strano che l'istituzione scolastica fosse così indietro dal punto di vista delle didattiche alternative.

Siccome pensiamo, come già abbiamo affermato, che questa categoria di persone sia fondamentale per la crescita dei nostri ragazzi e per il futuro del nostro mondo, riteniamo ci si debba occupare di più di loro, sia dal punto di vista della formazione nelle proprie materie specifiche, sia dal punto di vista dell'aggiornamento per quanto riguarda i metodi educativi e didattici più efficaci, sia dal punto di vista delle risorse di vario genere, tecnologiche e psicologiche. Pensiamo infatti che debbano essere facilitati nel loro lavoro e sostenuti quando ce ne è bisogno, evitando situazioni di burnout (esaurimento), specialmente in casi di emergenza come quella legata alla pandemia da covid-19.

di Veronica Sforzin e Walter Zarà

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