GENITORI di figli ADOLESCENTI nell'era digitale: ISTRUZIONI per l'uso


Avere un figlio adolescente ad oggi non è cosa semplice. Oltre alle normali sfide legate al periodo di sviluppo, i genitori si trovano ad affrontare le difficoltà di un mondo ormai spesso lontano da loro e per di più in continua evoluzione e mutazione. Le tecnologie digitali ormai sono parte della nostra quotidianità e i ragazzi cominciano ad averci a che fare sempre più presto durante lo sviluppo. In questo modo spesso si genera una distanza generazionale tra genitori e figli in quanto gli adulti non sono completamente in grado di comprendere alcuni comportamenti e alcune abitudini dei figli, soprattutto adolescenti.

Le sfide evolutive degli adolescenti.

Il cambiamento più evidente è quello fisico. Gli adolescenti e le adolescenti, in questo periodo, hanno a che fare con ingenti modificazioni corporee, spesso destabilizzanti, che necessitano da parte del/la ragazzo/a di acquisire una certa coerenza e continuità tra la visione del sé bambino/a e quella di uomo/donna. E' questo il periodo in cui spesso si verificano problemi a livello di immagine corporea, che nei casi più gravi possono addirittura trasformarsi in patologia (come anoressia nervosa, bulimia nervosa, dismorfismo corporeo...).


Lo sviluppo mentale e l'acquisizione di nuove abilità cognitive, come la capacità di ragionamento logico, astratto e ipotetico, vanno di pari passo alle modificazioni corporee. In questo periodo i/le ragazzi/e acquisiscono, nella maggior parte dei casi, delle grandi potenzialità mentali, che permettono loro di cominciare a sviluppare il pensiero critico e le proprie idee personali in vari ambiti, come quello sociale, politico e religioso.


Questo genere di cambiamenti porta spesso ad un fisiologico conflitto familiare poiché essi cominciano a crearsi delle opinioni personali e ad avvicinarsi maggiormente al gruppo dei pari. Si tratta di una condizione ambivalente in quanto da un parte il/la ragazzo/a ha necessità e voglia di crescere, di mostrarsi indipendente e adulto/a. Questo lo/la porta naturalmente a discostarsi dalla famiglia, cercando talvolta di contraddire le parole dei genitori e di mettere in discussione le regole fino a quel momento accettate. Come abbiamo già accennato, a questo allontanamento si associa un'identificazione e un conformismo maggiori con il gruppo dei pari e le sue idee. Essere accettato e incluso in un gruppo diventa molto importante, così come l'amicizia e la condivisione con i coetanei, che assumono un ruolo diverso rispetto ai periodi di vita precedenti.

Dall'altra parte tuttavia, l'adolescente ha spesso ancora bisogno dei suoi genitori, poiché non è indipendente in tutto e per tutto, per esempio a livello economico, oppure ha ancora bisogno di una guida che in alcuni casi gli mostri un punto di vista diverso o una visione più completa della situazione.

Infine, ogni adolescente si trova a fare i conti anche con emozioni e sensazioni nuove, per esempio nei confronti degli amici, o delle persone del sesso opposto. Viene a concludersi infatti in questo periodo il processo di formazione dell'identità, che include spesso anche una maggiore consapevolezza nell'ambito delle amicizie e della sfera sessuale.

Le sfide del nuovo mondo

Non possiamo dire che la faccenda finisca qui, in quanto finora abbiamo semplicemente riassunto i classici compiti di sviluppo che vengono associati al periodo dell'adolescenza, senza però tenere conto dei grossi cambiamenti che il mondo ha compiuto negli ultimi tempi, e quindi, delle ulteriori sfide che si sono create a partire da questo.


Il mondo di oggi offre moltissime possibilità di svago e interesse, soprattutto grazie alle nuove tecnologie digitali, che fanno spesso parte di una buona fetta di quotidianità dei ragazzi adolescenti. Social media, videogiochi, app di messaggistica sono il modo principe che permette ai ragazzi di oggi di rimanere connessi e coltivare la propria socialità e i proprio interessi.

Spesso questi passatempi generano conflitti in famiglia; vi sarà capitato di sentire almeno una volta un genitore lamentarsi dicendo "mio figlio sta tutto il giorno attaccato al telefono", oppure affermare che "cellulari, pc e tablet andrebbero aboliti dalla faccia della terra". Questo accade perché capita frequentemente che i genitori diano la colpa dell'eventuale poco interesse nella scuola dei figli a questi tipi di svaghi, oppure siano in grado di notare solamente il lato negativo di questo ambito, probabilmente perché, non conoscendo bene e da vicino il mondo dei ragazzi, non riescono a valutare correttamente quando e quanto questi dispositivi siano o meno dannosi per essi.


Il modo dei genitori di interpretare il mondo è legato a situazioni passate, ormai obsolete, che non possono più essere utilizzate per fare paragoni con il mondo di oggi. Tempo fa non c'erano questi dispositivi, non c'era la possibilità di contattare un amico a kilometri di distanza, era impensabile immaginare di avere un profilo pubblico su un social media pieno di foto da mostrare o di contattare il proprio amico dopo la scuola per sfidarsi a qualche videogioco ognuno da casa propria.

I genitori spesso sono troppo lontani dal mondo dei ragazzi, non ne conoscono le dinamiche e non capiscono i motivi di questa iperconnessione, che talvolta viene confusa con una  "dipendenza". I momenti di condivisione dei ragazzi tra loro hanno ormai quasi totalmente a che fare con Internet, i social media e i videogiochi, sono le tecnologie digitali che gli permettono di fare parte del gruppo, di essere inclusi e accettati. Per esempio, anni fa, un motivo di inclusione nel gruppo poteva essere aver visto la partita di calcio del giorno prima oppure il film in tv. Non stiamo dicendo che queste cose si siano totalmente perse, però sicuramente è ormai imprescindibile per i ragazzi di oggi possedere una connessione ad internet 24 ore su 24 per navigare sui social e scoprire il gossip del momento, o sfidarsi a Fortnite tutto il pomeriggio.


E' chiaro che anche in questo caso, come nella maggior parte delle cose, ci va moderazione. In ogni caso, precludere questo mondo ai figli adolescenti o limitarlo non è la strada giusta secondo noi, per cui ora ci auguriamo che nessuno parta in quarta sequestrando tutti i dispositivi digitali del proprio figlio per un brutto voto a scuola o qualsiasi altro motivo.


Se poi viene considerato il brutto voto come l'inizio del rifiuto della scuola e il poco impegno nello studio, vogliamo precisare che il disinvestimento scolastico non può essere collegato a esclusivamente ai social media e ai videogiochi senza prima analizzare approfonditamente il contesto sociale. Ad oggi il futuro è incerto e i ragazzi spesso sono poco motivati nello studio perché non hanno delle grandi prospettive. In più, con internet che ci informa su quello che vogliamo quando vogliamo, alcune materie piuttosto nozionistiche spesso possono essere viste come ulteriormente inutili. In sostanza, più di quelli di un tempo, i ragazzi adolescenti di oggi non hanno una chiara visione del perché stanno andando a scuola, perché stanno studiando certe cose e perché gli si chiede anche di rinunciare ai passatempi più interessanti solo per ottenere dei buoni rendimenti nei voti.


In buona sostanza, la s
cuola è diventata sempre meno interessante, da una parte per via del grosso punto interrogativo che si pone davanti ai ragazzi mentre pensano al futuro, dall'altra perché potrebbe sorgere spontanea una domanda in molti ragazzi: "perchè impegnarmi nella scuola quando non so dove mi sta portando, al posto di sfruttare molti altri tipi di passatempi di cui conosco molto bene il risultato a cui possono condurmi e di conseguenza mi forniscono molta più motivazione e soddisfazione? Ad esempio, mentre nella realtà spesso è molto difficile ottenere dei risultati proporzionati ai propri sforzi, non è così nei videogiochi, in cui esistono sfide graduate e un avanzamento di livello che ricompensa il proprio impegno e permette di percepire questo svago come molto più premiante rispetto al tempo investito studiando per il compito in classe di storia medievale.

Quale è la classica reazione di un genitore a questa situazione? Rabbia, censura, sequestro di tutti i dispositivi digitali. Siamo sicuri sia davvero la soluzione? Noi non crediamo, si ottengono solo cattive emozioni e un ulteriore allontanamento con il proprio figlio. Chiediamoci: perché accade ciò? Probabilmente per l'incomprensione del mondo e del comportamento del figlio.


La situazione di emergenza covid non ha fatto altro che peggiorare questi scenari, destabilizzando tutti, soprattutto gli adolescenti, che si trovano in un periodo molto delicato per la formazione dell'identità e la scoperta del mondo esterno e interiore. Si sono trovati davanti a molte costrizioni dettate dallo Stato e una conseguente inevitabile modifica della propria relazione con gli amici, con la scuola e probabilmente anche con i genitori.


Internet, i social media e i videogiochi sono diventati ancora di più una parte fondamentale della loro giornata, ormai uno dei pochi svaghi in cui possono cimentarsi, per via della restrizione ad incontrare gli amici e ad uscire.

Inoltre, la Didattica a Distanza, introdotta a gamba tesa senza la minima preparazione e prontezza di istituti e insegnanti, non ha fatto altro che causare un ulteriore disinvestimento nello studio, che appare anche meno allettante di come era prima.


In pratica, cosa è meglio fare?

Siccome il conflitto è all'ordine del giorno nel periodo dell'adolescenza, è inutile ricercare lo scontro aperto e imporre regole troppo rigide, perché si genererebbero solo vissuti negativi e ancora meno comprensione. Il genitore, al contrario, può fungere da ascoltatore attivo ed empatico, predisponendosi a comprendere, anche solo tramite l'osservazione interessata, le sensazioni e le emozioni del ragazzo riguardo il periodo di vita, la scuola, gli amici, gli interessi. Opprimerlo di domande o schiacciarlo sotto le regole non è una buona via per ottenere qualcosa da lui/lei. Molto meglio è invece mostrarsi interessati, aperti al dialogo e complici.


Ma per essere veramente percepiti come complici, il ragazzo deve sentirsi almeno in parta compreso nelle sue necessità, per questo riteniamo che sia fondamentale imparare a conoscere più approfonditamente il mondo e gli interessi del figlio, compreso funzionamento e dinamiche di social media e videogiochi. Chissà che un giorno vi appassionate e iniziate a giocare con loro.

Più precisamente, per la gestione dei conflitti e dei litigi ciò che è importante è imparare a disinnescarli, evitando le escalation, ovvero non urlando ancora più forte e non alzando le mani. Inoltre, gli adolescenti non sono più bambini, che accettano senza contestare le regole imposte (talvolta neanche i più piccoli le accettano). Le regole devono essere motivate, logiche e contrattate, non imposte in modo rigido e autoritario. Non è per forza perché siete i loro genitori che verrà accettato un giudizio o un parere, ormai i ragazzi hanno imparato a ragionare, per cui scoveranno le vostre incoerenze e non accetteranno le affermazioni dogmatiche (es. "io sono tua madre quindi..."). Ciò che potete ottenere così è o un peggioramento della ribellione, o un figlio che obbedisce sviluppando eccessiva frustrazione.


Potete presentarvi come abili solutori di problemi, mostrando una strada in caso di difficoltà, senza finire nel panico o adirarvi eccessivamente; questo è un modo per essere riconosciuti capaci e autorevoli, per cui è più probabile che la vostra opinione venga presa in considerazione la volta successiva.

Non essendo più bambini è importante promuovere la loro indipendenza, in modo che imparino ad essere autonomi e a vivere nel mondo. Per fare ciò è fondamentale sia dare loro fiducia e riconoscere le loro capacità, ma anche mostrare loro i limiti quando non sono in grado di vederli, sempre ponendosi con argomentazioni logiche e coerenti.


E' importante lavorare sia a livello emotivo, sia a livello di autorevolezza nella soluzione dei problemi, in modo da contenerli e comprenderli quando è necessario, mostrare la  strada in altri casi.

Non è utile abbattersi, sappiamo che le sfide in questo periodo sono tante, ma con l'interesse e la dedizione tipica di ogni genitore, siamo sicuri che tutti possano ottenere dei risultati, anche solo minimi, ma importanti per il rafforzamento del legame tra genitori e figli.

di Veronica Sforzin e Walter Zarà

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