HATERS: chi sono, perché esistono e cosa li porta a comportarsi così.
Quanti di voi si sono trovati a gestire una pagina Facebook? O anche solo ad avere un po' di seguito su un profilo social? Probabilmente vi sarà capitato di entrare a contatto con i famosi "haters", che vi hanno mandato in chat insulti e schernimenti o commentato i vostri post con cattiverie gratuite senza motivo e con critiche per nulla costruttive. A molti viene da chiedersi "perché?". Perché lo fanno? Quale pensiero o impulso li spinge? Davvero è difficile spiegarselo, per questo qui oggi cercheremo di indagare insieme chi sono gli haters e quali motivi li spingono a comportarsi come tali.
Definiamo "haters" tutti coloro che "odiano" qualcosa, nel nostro caso personaggi famosi, pagine Facebook, politici, sportivi, e che esprimono questo odio sui social media tramite messaggi privati o commenti pubblici atti a schernire o criticare in maniera violenta. La loro specialità è proprio quella di scrivere cattiverie gratuite spesso senza significato o poco comprensibili, non tanto per esprimere un opinione lecita, ma quanto per sfogare la loro frustrazione e le loro emozioni negative.
Alcuni parlano di "haters" come persone che si esprimono negativamente ogni volta che non sono d'accordo, ma a noi pare che i commenti di queste persone siano spesso "lanciati" senza troppo pensarci e molte volte non è chiara la loro opinione o posizione circa l'argomento criticato. In realtà non appare affatto come una dimostrazione di disaccordo ma piuttosto come una scusa per seminare odio senza chiaro motivo. Sembra proprio che si divertano, che provino piacere nel dimostrare il loro disprezzo verso qualcosa o qualcuno. Ce lo spiega addirittura uno studio psicologico condotto online, secondo cui queste cattiverie sui social media avrebbero origine proprio dal puro piacere di questi individui si comportarsi in questo modo, dimostrando quindi un sadismo che non viene solitamente espresso nella vita reale [1].
In aggiunta, se il destinatario delle cattiverie prova a chiedere spiegazioni si renderà conto che le critiche che gli sono state mosse sono totalmente sterili e capirà quanto l'autore di queste non abbia nessuna intenzione di discutere con calma sulla questione e di comprendere l'altrui punto di vista. Semplicemente con gli haters non è possibile discutere, appaiono come un muro che risponde alle richieste di spiegazioni con altri insulti e cattiverie, in un circuito potenzialmente senza fine.
Questo fenomeno è in parte spiegato dall'effetto di "disinibizione online" [4], per cui le persone hanno più facilità a esprimere le proprie opinioni via chat o via web, rispetto ad una situazione faccia a faccia, poiché in questo contesto possono sfruttare l'anonimità e l'invisibilità, che permettono di sentirsi più coraggiosi e di creare una sorta di sé immaginario da presentare agli altri, senza che quello vero venga scoperto. Inoltre, lo scambio di messaggi asincrono non favorisce il naturale adattamento della comunicazione all'altro, che normalmente avviene in una condizione "face to face", e che quindi renderebbe più facile un confronto più costruttivo e il maggiore coinvolgimento delle proprie emozioni e dell'empatia. Al contrario, il non poter assistere alla reazione non verbale del destinatario della comunicazione, porta il mittente a sottovalutare l'impatto e le conseguenze del suo comportamento e delle sue parole sull'altro.
Infine, non essendoci una vera autorità a gestire questi scambi, l'hater si trova ulteriormente giustificato ad agire in questo modo. Tutti questi fattori contribuiscono ad uno scarico di responsabilità da parte del soggetto e favoriscono un comportamento disinibito, che nella vita reale difficilmente sarebbe messo in atto.Un altro studio, invece, tende a spiegare questo fenomeno a partire dalla ricerca della sensazione di potenza che viene sperimentata quando si genera un danno ad altri [2]. Questo potrebbe accadere perché coloro che si mostrano come "leoni da tastiera" di fronte ad uno schermo sono in realtà persone che si trovano spesso in condizioni di impotenza durante la vita quotidiana, quindi, l'atteggiamento da haters potrebbe scaturire dal senso di libertà di espressione che sperimentano online, dove non esistono chissà quali restrizioni, che conferisce loro una certa onnipotenza e superiorità.
Tutto questo permette loro di sfogare le frustrazioni e nascondere la propria insicurezza sentendosi forti e preservando così la loro autostima.Di fatto, è facile comprendere che esprimere le proprie opinioni apertamente su un social, magari persino con un profilo falso, è molto più semplice rispetto a fare lo stesso di fronte a una persona in carne e ossa, poiché non solo non ci si sente responsabili delle proprie azioni, ma non c'è neanche nessuno che può controbattere avendo un reale effetto sull'hater e facendosi valere in qualche modo.
Anche se queste persone si mostrano come "esperti in materia" o "saputelli" , la realtà è che spesso conoscono molto poco cosa stanno disprezzando, ed è proprio da questa ignoranza che vengono generati pregiudizi e preconcetti che portano il più delle volte all'attacco verso ciò che è ignoto.
La maggior parte degli haters, infatti, sembrano accumunati da una scarsa tolleranza per ciò che percepiscono come diverso e ciò che non conoscono. Sappiamo che è la natura umana che ci porta ad allontanare e a schernire il "diverso" poiché dietro di esso potrebbe celarsi una minaccia, per cui potrebbe essere proprio un sentimento profondo di paura che porta queste persone a comportarsi da haters; una paura più o meno consapevole di ciò che è estraneo a loro, che li porta all'attacco, con l'obiettivo di distruggere il potenziale pericolo.Uno studio sul Journal of Personality and Social Psychology [3] ha tentato di descrivere chi sono gli haters e ha potuto concludere che si tratta principalmente di persone più infelici degli altri, meno soddisfatti di sé stessi e del mondo intorno a loro. Pare che questi vissuti pongano le persone in una condizione di difficoltà ad accettare la novità e per questo sono portati a odiare tutto ciò che non rientra nel loro conosciuto.
Il problema di tutto ciò è quando un hater diventa uno stalker oppure un cyberbullo. Purtroppo ci sono stati casi anche molto gravi in cui ragazzini e ragazzine anche molto giovani si sono tolti la vita per situazioni come queste. Per questo è importante sensibilizzare riguardo questo tema e renderci consapevoli di quando stiamo assistendo a situazioni così preoccupanti.
Cosa si può fare?
Per fermarli molto poco, purtroppo non esistono leggi specifiche a meno che non si arrivi a compiere un reato riconosciuto nel proprio paese. Tolto questo si può iniziare ad ignorarli oppure usare lo strumento del "blocco" , che ormai tutti i social media possiedono (anche se a volte è inutile perché queste persone possono aprire vari account fasulli e continuare a disturbare).
Il lavoro maggiore a nostro parere va fatto su noi stessi. Prima di tutto conoscere le informazioni che vi abbiamo riportato qui può essere utile per comprendere meglio questo fenomeno e distanziarsene. Inoltre, nel momento in cui ci capita di imbatterci in un hater, ciò che possiamo fare è mettere in atto un ragionamento razionale che ci porti a realizzare concretamente chi abbiamo di fronte e perché, probabilmente, si comporta così, lasciando da parte gli istintivi sentimenti di rabbia, fastidio, e talvolta anche tristezza, che ci porterebbero solamente ad una condizione emotiva negativa e ad influenzarci la giornata e la quotidianità.
E' importante distinguere una critica costruttiva, che ci aiuterebbe a migliorare giorno dopo giorno e stimolerebbe la creatività e la nostra voglia di cambiamento, da una critica asettica o da un insulto, che non porta con sé nessun suggerimento, ma solo odio e frustrazione.
Inoltre, consigliamo di non rispondere alle provocazioni, poiché in questo modo finiremmo per fare solamente il gioco dell'hater; dimostrando loro di avergli dato corda finirebbero per sentirsi importanti e questo li porterebbe probabilmente a continuare a comportarsi da disturbatori.
Purtroppo l'odio e l'aggressività sono sentimenti che fanno parte della natura dell'uomo, ed è stata inevitabile, con l'avvento di internet, l'ulteriore diffusione di questi comportamenti, per via della facilità e dell'impunibilità degli stessi. In ogni caso è importante riconoscerli e imparare a distaccarsi da essi, poiché non meritano le nostre lacrime o la nostra tristezza.
di Veronica Sforzin e Walter Zarà
Bibliografia:
[1] Buckels, E.E, Trapnell, P.D. & Paulhus, D.L.(2014). Trolls just want to have fun. Personality and Individual Differences, 67, 97–102.
[2] Craker, N., & March, E. (2016). The dark side of Facebook: The Dark Tetrad, negative social potency, and trolling behaviours. Personality and Individual Differences,102, 79-84.
[3] Hepler, J. & Albarracin, D. (2013). Attitudes without Objects: Evidence for a Dispositional Attitude, its Measurement and its Consequences. Journal of Personality and Social Psychology, 6, 1060-1076.
[4] Suler, (2004) The Online Disinhibition Effect. Cyber psichology and Behavior, 7, 321-326.










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