E' questione di domande?


Ci siamo lasciati poco fa con il nostro articolo sull’utilità della noia e la creatività derivante da essa (se non l'avete letto potete trovarlo qui).
Un passo successivo a cui vogliamo portarvi è riflettere su quali domande farvi durante questi momenti di “noia creativa” o anche in altri momenti della vostra vita.


Quante volte ci è capitato di sentirci affranti perché convinti di non poter cambiare nulla nella nostra vita? Quante volte abbiamo pensato che i nostri grandi sforzi sono valsi a ben poco? Personalmente mi è capitato moltissime volte … finchè non ho fatto una scoperta che ha veramente cambiato il mio punto di vista.


Grazie ai miei studi e al mio mentore ho compreso l’importanza di PORSI LE GIUSTE DOMANDE.


Spesso siamo alla ricerca ossessionata di risposte, di vie da seguire, di soluzioni, più o meno immediate; ci pare di essere sulla strada giusta perché percepiamo lo sforzo ma non è realmente così. C’è ancora qualcosa che ci sfugge.


Il punto è che ci preoccupiamo troppo del negativo che potrebbe invadere o sta invadendo la nostra vita e finiamo per ripeterci infinite volte domande del tipo “Perché capitano tutte proprio a me?”, “Perché questa quarantena proprio adesso che stavo cominciando a ingranare?”, “Perché sbaglio sempre?”, “Perché il mondo è così ingiusto con me? Ecc … Magari vi sono familiari. 

La sindrome di Brontolo. Nella Chiesa e non solo - Notiziario ...

La verità è che queste domande non hanno una vera risposta. Provate a pensarci, sono semplicemente dei vicoli ciechi che non vi portano da nessuna parte.


Quale sarà la conseguenza? Focalizzare la vostra attenzione su questioni che non si possono risolvere, che, inoltre, potrebbero portarvi a provare emozioni negative come preoccupazione, ansia, paura o rabbia, togliendovi ogni briciolo di energia. Per quanto vi stiate sforzando di allontanare questi stati, non vi rendete conto che in questo modo, invece, li state rinforzando e ricercando. Si finirà quindi per pensare solo a come il tempo passi inesorabilmente senza che voi possiate fare qualcosa, a quanto vi fa arrabbiare che il vostro vicino abbia ottenuto delle soddisfazioni lavorative mentre voi state ancora aspettando, a quanto sia ingiusto che continuiate a sbagliare con i vostri figli, vostra madre o vostro marito nonostante l’impegno da voi percepito.


Pensieri come questi hanno un forte effetto negativo sulla nostra mente. Pensare in negativo, focalizzarci su quello che ci manca, che sbagliamo o che non è giusto è proprio, oseremmo dire, il modo peggiore di orientare il pensiero. Farsi le domande sbagliate pone la mente nella condizione di credere che le vicende della nostra vita accadano per volontà esterne, come per magia, puff, senza darci la possibilità di cambiare qualcosa. Come se tutto ciò che accade fosse fuori dal nostro campo di azione. Ed è proprio qui la chiave.
Riproduzione di chiavi e serrature 

Come fare a questo punto? Pensare in positivo, vedere il bicchiere mezzo pieno, sembrano proprio dei consigli banali ma in realtà c’è un motivo per cui questi detti sono diventati famosi. Se provate a focalizzarvi su ciò che potete fare invece di lamentarvi delle ingiustizie dell’universo darete al vostro cervello la libertà di trovare una soluzione.


Poniate di aver programmato una giornata piena zeppa di impegni, durante la quale avreste dovuto spostarvi più volte, e con diversi mezzi, all’interno della città. Purtroppo, appena usciti di casa e pronti per dare il via al vostro tran tran si mette a piovere a dirotto. A questo punto potreste arrabbiarvi dicendo “Perché diavolo oggi doveva piovere?”, oppure potreste chiedervi “Come posso ottimizzare la mia giornata nonostante la pioggia?”.


Se rileggete le due opzioni e ci pensate sarete d’accordo con me nel concludere che la prima domanda non ha risposta, infatti, nessuno di noi ha poteri contro la pioggia o può sperare di farla cessare con la forza della mente. La seconda domanda, invece, può ottenere delle risposte, ed ecco qui aperto uno spazio di decisione, di azione, di miglioramento. Improvvisamente, invece di focalizzarvi sul problema “pioggia”, ingrigendo il vostro stato d’animo per tutta la giornata, state ponendo l’attenzione sulle possibili soluzioni, un modo molto più positivo ed efficace di pensare.



Quali sono quindi le giuste domande da farsi? Beh, per esempio queste: “Come sono arrivato a questo punto?”, “Come posso migliorare le mie prestazioni lavorative per ottenere una promozione?”, “Quali sono le mie responsabilità in questa situazione?”. Come noterete, tutte domande a cui è possibile dare una soluzione, che vi permettono di riflettere su voi stessi e poter agire nel contesto.


Sembra banale ma a volte ci si fanno le domande sbagliate senza nemmeno accorgersene. E’ proprio qui lo scoglio, rendersi conto di sbagliare e provare un’altra via, non per forza nelle questioni importanti e decisive della vita ma anche solo in un contesto quotidiano più semplice come una giornata di pioggia.


di Veronica Sforzin e Walter Zarà

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